Giuseppe giace al fondo della cisterna come in un regressus ad uterum. Chiamate le ginocchia al petto, disteso su un fianco, il figlio più amato di Giacobbe è colto da indefiniti terrori e sogni di fuga (vi si accampano con sicuro effetto i migranti di oggi): sono le visioni e divinazioni per cui il faraone lo richiede del suo aiuto. Ne Il sogno di Giuseppe il significato manifesto è plausibile, ma rimanda ad altro: allegoria vivissima, con i colori e i tratti dell’umano più vero, Giuseppe media tra il singolo che ha un’origine e una storia, e la categoria che tutti i singoli, tutti noi (migranti e non) comprende e spiega.

A27 poesia | 12 euro | aprile 2019

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