In questo Diario d’Islanda, finora inedito in Italia, il viaggiatore si muove lungo i sentieri dell’isola come un lettore che sfoglia un libro: ogni roccia, cascata, valle, fattoria, torrente, tumulo, rimanda a un passaggio mentale, invisibile eppure presente. L’incontro con l’«isola pianeta», come l’avrebbe definita Giorgio Manganelli, fa di Morris uno skáld venuto da lontano, vale a dire un bardo che racconta seguendo il ritmo del viaggio, continuando incessante a gorgogliare storie, come i geyser incontrati lungo il tragitto. L’Islanda si offre allo sguardo di Morris con i tratti di un’avventura onirica. 

Tutta l’opera di William Morris è stata tra le fonti più importanti del fantasy novecentesco, da C.S. Lewis a J.R.R. Tolkien. In particolare, il Diario d’Islanda sembra far capolino in molti rimandi intertestuali de Il signore degli anelli: questo itinerario in Islanda, per terre laviche e selvagge, fino ai crateri sulfurei, sembra anticipare il racconto del viaggio di Frodo.  Il paesaggio dell’isola rivela ad ogni passo voci e storie delle antiche saghe.

Pittore, poeta e romanziere, tra le figure più rilevanti del XIX secolo inglese, William Morris è noto soprattutto come fondatore e teorico del movimento Arts and Crafts, che ha profondamente influenzato il design contemporaneo. Ha tradotto in inglese molte saghe della tradizione nordica, con l’aiuto di Eiríkur Magnússon, ed è stato in Islanda nel 1871 e nel 1873. Il suo nome è legato a un impegno intellettuale che pensava l’arte in antitesi ai processi di alienazione della società industriale.

prezzo: 20 Euro  |  p. 240  |  uscita: GIUGNO 2025

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