L’universo di Dino Buzzati, a oltre cinquant’anni dalla sua scomparsa, si presenta come un macrotesto poliedrico in cui letteratura, giornalismo e arti visive confluiscono in una poetica unica. Attraverso la lente multidisciplinare che intreccia filosofia, linguistica, didattica del testo, semiotica e intermedialità, questo volume esplora la fitta densità di un’opera inesauribile. Altri saggi ne analizzano la ricezione e l’impatto in Spagna, Argentina e Serbia, avvalendosi di rigorosi studi comparatistici e traduttologici e del confronto diacronico tra le prime e le ultime traduzioni. Il libro si propone altresì come il più ampio dialogo tra Buzzati e il mondo ispanico, restituendo l’immagine di un talento inclassificabile, il cui mosaico ne conferma la straordinaria e perenne attualità.
Uno ‘short’, che si legge, e – piuttosto – si guarda, in un’ora circa. Passeggiare in natura e scoprirne le sfumature dei colori, riconoscere il profumo di un prato dopo la pioggia, quello delle piante acquatiche in uno stagno o delle alghe su una spiaggia, durante o subito dopo una mareggiata, il profumo dei fiori di un giardino o quello del bosco prima di un temporale, è una vera e propria terapia per l’anima. Non è la “risposta”, ma, insieme ad altro, è lì per aiutare a tenerne viva la nostalgia. E pensando a Isaac Newton e al il suo ‘disco’ dei colori, ci accingiamo a scoprire la bellezza dei colori ‘primari’ e delle loro infinite sfumature – rosso, arancione, giallo, verde, blu, viola e indaco, ossia i colori dell’arcobaleno – nelle farfalle e negli animaletti più sconosciuti, e – spesso – meno amati, come un coleottero, un ragnetto o un bruco.
Fra i più affermati poeti italiani del panorama odierno, Paolo Febbraro è alla sua seconda prova narrativa. La sua prosa breve ha la precisione d’arte della poesia, ma è di chiarezza cristallina. La massima limpidezza, infatti, è necessaria per scardinare i luoghi comuni e inventare delle controstorie paradossali e ironiche, disastrose o felici. Nei suoi racconti Febbraro sembra dirci che non tutte le verità umane si realizzano, ma – pur non esistendo concretamente – esse restano come ipotesi e possibilità. Questo libro contiene quaranta componimenti in prosa, quasi tutti molto brevi, che hanno la forma della narrazione o dell’apologo pensoso. La prima parte consiste in storie alternative a quanto è accaduto davvero, disposte in un ordine cronologico inverso, dal futuro al passato remoto. La seconda parte è forse più autobiografica e segreta. Ma in ogni occasione queste pagine raffinate appaiono divertenti e vertiginose, satiriche e terribili, poiché non c’è vera conoscenza senza una dose di sconcerto.
PAOLO FEBBRARO è nato a Roma nel 1965. La sua attività poetica è riassunta in Come sempre. Scelta di poesie 1992-2022 (2022). Come saggista, si è occupato fra l’altro di Palazzeschi, Saba, Primo Levi, Heaney. Ha pubblicato Il Diario di Kaspar Hauser (2003 e 2023) e le prose di I grandi fatti (2016). Ha tradotto E. Thomas, G. Brock, M. Longley, oltre agli autori compresi in Poeta in due. Versioni italiane (2024).
Fiori e giardini sono una presenza costante nelle opere di Virginia Woolf. La serenità e il senso di protezione evocati dai giardini emergono spesso nei suoi romanzi, nei racconti, nei diari e nelle lettere, diventando spazi di riflessione e ispirazione. L’autrice di questo volume ha selezionato e tradotto i passaggi più significativi tratti da varie opere di Virginia Woolf, affiancandoli alle interpretazioni visive di Francisco Castro, pluripremiato acquerellista spagnolo, che ha dato forma con i suoi colori alla poesia dei giardini woolfiani. L’incontro tra parole e immagini qui celebra il legame profondo tra la scrittura di Virginia Woolf e la natura, pensato per chi ama immergersi in atmosfere cariche di bellezza e significato.
ISABELLA RIZZATO, tra le fondatrici della Associazione TheArtsBox, ha curato workshop di pittura con artisti italiani e stranieri, collaborando sia a incontri letterari (Poetry Vicenza) sia all’organizzazione di conferenze, lezioni e concerti. Nel 2018 ha ideato il progetto TheArtsJourney, un contenitore culturale che promuove tour letterari e artistici, occupandosi anche di giardini e curando la parte letteraria di seminari d’acquarello botanico su Virginia Woolf, Emily Dickinson, Jane Austen, Vita Sackville-West, Elizabeth von Arnim e Colette. È autrice del libro Il verso del fiore. Una passeggiata nel giardino di Emily Dickinson, pubblicato da Amos Edizioni nel 2022.
Nato a Córdoba nel 1971, FRANCISCO CASTRO attualmente vive e lavora a Madrid. Le sue opere sono rappresentate in diverse gallerie in Spagna e in Europa, tra cui: Galleria Ansorena (Madrid), Galleria Hauríe (Siviglia), Galleria A del Arte (Saragozza), Galleria José Pedraza (Montilla, Córdoba), Galleria María de Aguilar (Santi Petri, Cadice). Francisco Castro ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il Premio Speciale Reina Sofía.
La fama di Jorge Luis Borges si deve, soprattutto, ai testi fantastici nei quali ha saputo coniugare idee metafisiche con i classici temi legati al genere, quali il doppio, le verità parallele, il sogno, i libri misteriosi e magici, gli slittamenti temporali, ecc. La sua opera contiene pertanto una miriade di altri testi, in perfetta consonanza con la teoria della creazione letteraria che implica un’infinita e anonima confluenza di produzioni preesistenti. Nei suoi libri, come si sottolinea in questo libro, si avverte un profondo senso etico che non è sempre adeguatamente rilevato. Egli, infatti, contrario a qualsiasi forma di fanatismo, professa una letteratura che cerca il tono di sospensione dubbiosa, perseguendo la politica di sopportazione. Grande intellettuale cosmopolita, egli è profondamente argentino: centrale risulta, nei suoi scritti, la questione della letteratura nazionale di un paese periferico.
Susanna Regazzoni, docente di Letterature Ispanoamericane all’Università Ca’ Foscari Venezia, è direttrice dell’Archivio Scritture Scrittrici Migranti della stessa Università e dirige, con Ricciarda Ricorda, Diaspore. Quaderni della ricerca,collana di Ca’ Foscari Edizioni. I suoi studi vertono sulle letterature spagnola e latinoamericana dei secoli XIX, XX e XXI, con particolare attenzione agli studi di genere, alla costruzione dell’identità culturale nel XIX secolo e alle relazioni culturali Italia-Argentina.
A volte, la pioggia sui vetri batte come un sussurro. A volte, il giorno si consuma lentamente come le candele sull’altare. Ovunque poi le nuvole, i noccioli del cielo che riaffiorano in onde di pupille, il sasso e l’oro, gli occhi negli occhi. Un poeta e un pittore ritrovano il tempo mai perso per ricordare. Scegliendo dal lavoro degli ultimi vent’anni, tracciano una personale antologia. Cosa resta e cosa c’è da fare? In quale mistero del futuro sarà ancora possibile proteggere il mistero che ci ha salvati? La fatica di costruire una casa nella casa, pezzo dopo pezzo, e farci sopra un tetto di luce: il coraggio di respirare. La poesia di Nicola Bultrini e i disegni di Elvio Chiricozzi sono ancora una forma di gioia, la tenerezza rabbrividita all’alba: quel sogno mai del tutto sognato che noi chiamiamo ancora la vita.
Nicola Bultrini ha pubblicato varie raccolte di versi, tra cui La coda dell’occhio (Marietti 2011), La specie dominante (Aragno 2014), Vetro (Interno Poesia 2022). È presente in diverse antologie di poesia, è autore di saggi di critica letteraria e scrive per “L’Osservatore Romano”.
Il 6 settembre 2025 alle ore 16.30 presso il Centro d’Arte e Cultura Il Brolo, a Mogliano Veneto, s’inaugura la mostra Verso la gloria. Giuseppe Berto, uno scrittore e il suo archivio, curata da Matteo Giancotti e Emilio Lippi. La mostra, promossa dall’Associazione Giuseppe Berto e dall’Archivio Scrittori Veneti (Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari), col patrocinio dell’Università di Padova e altri enti, espone per la prima volta al pubblico manoscritti, dattiloscritti con correzioni autografe, lettere, agende e ritagli di stampa, che permettono di osservare la vita e l’opera di Berto da una prospettiva inedita. Disponibile il catalogo, stampato da Amos Edizioni, con introduzione di E. Lippi e saggi di Diego Bottacin, Paola Culicelli, Domenico Scarpa, Saverio Vita e M. Giancotti. La mostra, ad accesso gratuito, è aperta fino al 9 novembre 2025 (venerdì h. 16-19; sabato e domenica h. 10.30-12.30 e 16-19. Per informazioni: assoberto@virgilio.it).
Nonostante sia un autore “fuori canone”, o forse proprio per questo, Giuseppe Berto è ancor oggi abbastanza letto e (sorprendentemente) molto studiato. Diverse ricerche, anche recenti, hanno indagato la sua vita e la sua opera in modo attento, ma i documenti dell’archivio personale, in gran parte inediti, di cui qui si pubblica una selezione, permettono di considerare sotto una luce diversa i successi e gli insuccessi, le ambizioni letterarie, le relazioni con gli altri autori (Bianciardi, Moravia, Parise, Zanzotto) e con gli editori (Einaudi, Garzanti, Rizzoli), la proverbiale e scontrosa schiettezza, l’onestà di Berto.
Nato come progetto complementare alla mostra di Mogliano Veneto sull’Archivio Berto (6 settembre – 9 novembre 2025), questo libro ne costituisce lo sviluppo: vengono infatti qui riprodotti, in un ampio album a colori, non solo i “pezzi” esposti in mostra, ma numerosi altri documenti, tutti corredati da spiegazioni e saggi che permetteranno anche ai meno esperti di addentrarsi in quella che possiamo considerare la storia “nascosta” di un autore importante quale è Berto.
Si tratta di documenti provenienti dall’archivio personale di Giuseppe Berto, ora conservato presso l’Archivio Scrittori Veneti «Cesare De Michelis», nel Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari (DiSLL) dell’Università di Padova, e gestito da un gruppo di docenti dell’Ateneo in collaborazione con la Biblioteca Beato Pellegrino.
Euro 35 | pagine 280
A cura di Matteo Giancotti e Emilio Lippi
Giuseppe Berto nasce a Mogliano Veneto (Treviso) nel 1914, da una famiglia di modeste condizioni. In gioventù aderisce al fascismo, trascorrendo molti anni in armi, lontano da casa (prima in Africa Orientale, poi in Africa Settentrionale), salvo che per gli intervalli dedicati agli studi universitari a Padova e a una breve esperienza di insegnamento. Prigioniero a Hereford, in Texas, dal 1943 al 1946, al ritorno in Italia esordisce con il romanzo Il cielo è rosso (1947), che ottiene grande successo. Seguono altri libri, con alterne fortune, prima de Il male oscuro (1964), grazie al quale vive una stagione addirittura trionfale. Risiede prevalentemente a Roma (dove muore nel 1978), passando lunghi periodi a Capo Vaticano (in Calabria) e a Cortina. Il suo ultimo libro pubblicato in vita è La gloria. Narratore, sceneggiatore, giornalista, saggista, Berto è stato un intellettuale esibizionista e defilato al tempo stesso, schietto anche a costo dell’autoboicottaggio. Suoi testi postumi (tra cui Colloqui col cane) sono stati pubblicati da Marsilio. Attualmente le opere di Berto sono edite da Neri Pozza.