Cuma

La redazione di Cuma (Collana Universitaria Moderna Amos) è disponibile a valutare proposte di monografie, atti di Convegni e manuali universitari. Assicura, su richiesta, il servizio di peer review certificato.

di prossima pubblicazione

Marco Fazzini, At the Back of My Ear. Essays on Poetry and Literary Crossings

Questo libro è un libro morale e imperdonabile. Questo studio ruota attorno alla necessità radicale della poesia in quanto significato della vita. Queste pagine narrano l’esperienza di un critico che legge uno dei massimi poeti contemporanei, Giancarlo Pontiggia, per porre il nodo di una dilaniante questione: cos’è la poesia se non la coscienza del segreto della realtà? cosa sarebbe la nostra esistenza se la vita non fosse affidata al sogno, alla veglia, alla ragione febbricitante della conoscenza poetica?
Il saggio di Arnaldo Colasanti, scrittore e critico letterario, è l’analisi perentoria di sole due poesie che, pure, vengono pensate come varco per ritrovare l’antico e il futuro della lingua, la pura scommessa della contemporaneità, la sua tenerezza e il suo ardore, le fonti vive di Lucrezio o di Epicuro, di Mallarmé e insieme del più inquieto oggi, come del pieno Novecento. La critica di Colasanti è una rapsodia o forse uno Stabat mater, per dichiarare, ancora una volta, che in questi anni di vuoto e di irrisione, in quest’epoca svilita dalla presunzione dell’invidia sociale e dalle ferite del narcisismo, ciò che solo conta, quello che è il ruolo stesso della poesia, è la sua capacità di senso, è la sua grande arte del volo oltre le ideologie, la mediocrità, le chiacchiere quotidiane. Lo statuto di imperdonabilità e di esperienza etica non è che la sua stessa esistenza politica: la fede nuda nella poesia contemporanea come ascia contro l’aridità del mondo.

leggi un estratto:

15 euro | marzo 2020 | p. 248 | Cuma

Giovanni Turra, Continenti stati d’animo. Letteratura di viaggio e letterature straniere nell’«Omnibus» di Leo Longanesi

Continenti stati d’animo studia il rotocalco «Omnibus», fondato e diretto da Leo Longanesi dal 1937 al ’39, chiarendo un disegno culturale coerente e preciso, poco conforme con le direttive della propaganda. La strategia editoriale di «Omnibus» s’informava alle due categorie a suo tempo individuate da Sciascia: quella del «guardare altrove» e quella del «conferire un che di durevole all’effimero». Cecchi e Moravia dagli Stati Uniti, Alvaro dall’Unione Sovietica, Monelli dalla Germania, Savinio dalla Francia derivavano infatti i loro reportage da ragioni diverse da quelle che di norma motivano quel genere di scrittura, e miravano piuttosto alla verifica di un metodo o alla conferma di un’ipotesi. A sfogliarlo oggi, ci si accorge che «Omnibus» è il più ampio repertorio di vita nazionale mai tentato durante il ventennio fascista.

Euro 18 | Collana Cuma

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