
Collana: UNICA | p. 160 | Euro 14
Fra i più affermati poeti italiani del panorama odierno, Paolo Febbraro è alla sua seconda prova narrativa. La sua prosa breve ha la precisione d’arte della poesia, ma è di chiarezza cristallina. La massima limpidezza, infatti, è necessaria per scardinare i luoghi comuni e inventare delle controstorie paradossali e ironiche, disastrose o felici. Nei suoi racconti Febbraro sembra dirci che non tutte le verità umane si realizzano, ma – pur non esistendo concretamente – esse restano come ipotesi e possibilità. Questo libro contiene quaranta componimenti in prosa, quasi tutti molto brevi, che hanno la forma della narrazione o dell’apologo pensoso. La prima parte consiste in storie alternative a quanto è accaduto davvero, disposte in un ordine cronologico inverso, dal futuro al passato remoto. La seconda parte è forse più autobiografica e segreta. Ma in ogni occasione queste pagine raffinate appaiono divertenti e vertiginose, satiriche e terribili, poiché non c’è vera conoscenza senza una dose di sconcerto.
PAOLO FEBBRARO è nato a Roma nel 1965. La sua attività poetica è riassunta in Come sempre. Scelta di poesie 1992-2022 (2022). Come saggista, si è occupato fra l’altro di Palazzeschi, Saba, Primo Levi, Heaney. Ha pubblicato Il Diario di Kaspar Hauser (2003 e 2023) e le prose di I grandi fatti (2016). Ha tradotto E. Thomas, G. Brock, M. Longley, oltre agli autori compresi in Poeta in due. Versioni italiane (2024).













































