A volte, la pioggia sui vetri batte come un sussurro. A volte, il giorno si consuma lentamente come le candele sull’altare. Ovunque poi le nuvole, i noccioli del cielo che riaffiorano in onde di pupille, il sasso e l’oro, gli occhi negli occhi. Un poeta e un pittore ritrovano il tempo mai perso per ricordare. Scegliendo dal lavoro degli ultimi vent’anni, tracciano una personale antologia. Cosa resta e cosa c’è da fare? In quale mistero del futuro sarà ancora possibile proteggere il mistero che ci ha salvati? La fatica di costruire una casa nella casa, pezzo dopo pezzo, e farci sopra un tetto di luce: il coraggio di respirare. La poesia di Nicola Bultrini e i disegni di Elvio Chiricozzi sono ancora una forma di gioia, la tenerezza rabbrividita all’alba: quel sogno mai del tutto sognato che noi chiamiamo ancora la vita.
Nicola Bultrini ha pubblicato varie raccolte di versi, tra cui La coda dell’occhio (Marietti 2011), La specie dominante (Aragno 2014), Vetro (Interno Poesia 2022). È presente in diverse antologie di poesia, è autore di saggi di critica letteraria e scrive per “L’Osservatore Romano”.
Il 6 settembre 2025 alle ore 16.30 presso il Centro d’Arte e Cultura Il Brolo, a Mogliano Veneto, s’inaugura la mostra Verso la gloria. Giuseppe Berto, uno scrittore e il suo archivio, curata da Matteo Giancotti e Emilio Lippi. La mostra, promossa dall’Associazione Giuseppe Berto e dall’Archivio Scrittori Veneti (Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari), col patrocinio dell’Università di Padova e altri enti, espone per la prima volta al pubblico manoscritti, dattiloscritti con correzioni autografe, lettere, agende e ritagli di stampa, che permettono di osservare la vita e l’opera di Berto da una prospettiva inedita. Disponibile il catalogo, stampato da Amos Edizioni, con introduzione di E. Lippi e saggi di Diego Bottacin, Paola Culicelli, Domenico Scarpa, Saverio Vita e M. Giancotti. La mostra, ad accesso gratuito, è aperta fino al 9 novembre 2025 (venerdì h. 16-19; sabato e domenica h. 10.30-12.30 e 16-19. Per informazioni: assoberto@virgilio.it).
Nonostante sia un autore “fuori canone”, o forse proprio per questo, Giuseppe Berto è ancor oggi abbastanza letto e (sorprendentemente) molto studiato. Diverse ricerche, anche recenti, hanno indagato la sua vita e la sua opera in modo attento, ma i documenti dell’archivio personale, in gran parte inediti, di cui qui si pubblica una selezione, permettono di considerare sotto una luce diversa i successi e gli insuccessi, le ambizioni letterarie, le relazioni con gli altri autori (Bianciardi, Moravia, Parise, Zanzotto) e con gli editori (Einaudi, Garzanti, Rizzoli), la proverbiale e scontrosa schiettezza, l’onestà di Berto.
Nato come progetto complementare alla mostra di Mogliano Veneto sull’Archivio Berto (6 settembre – 9 novembre 2025), questo libro ne costituisce lo sviluppo: vengono infatti qui riprodotti, in un ampio album a colori, non solo i “pezzi” esposti in mostra, ma numerosi altri documenti, tutti corredati da spiegazioni e saggi che permetteranno anche ai meno esperti di addentrarsi in quella che possiamo considerare la storia “nascosta” di un autore importante quale è Berto.
Si tratta di documenti provenienti dall’archivio personale di Giuseppe Berto, ora conservato presso l’Archivio Scrittori Veneti «Cesare De Michelis», nel Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari (DiSLL) dell’Università di Padova, e gestito da un gruppo di docenti dell’Ateneo in collaborazione con la Biblioteca Beato Pellegrino.
Euro 35 | pagine 280
A cura di Matteo Giancotti e Emilio Lippi
Giuseppe Berto nasce a Mogliano Veneto (Treviso) nel 1914, da una famiglia di modeste condizioni. In gioventù aderisce al fascismo, trascorrendo molti anni in armi, lontano da casa (prima in Africa Orientale, poi in Africa Settentrionale), salvo che per gli intervalli dedicati agli studi universitari a Padova e a una breve esperienza di insegnamento. Prigioniero a Hereford, in Texas, dal 1943 al 1946, al ritorno in Italia esordisce con il romanzo Il cielo è rosso (1947), che ottiene grande successo. Seguono altri libri, con alterne fortune, prima de Il male oscuro (1964), grazie al quale vive una stagione addirittura trionfale. Risiede prevalentemente a Roma (dove muore nel 1978), passando lunghi periodi a Capo Vaticano (in Calabria) e a Cortina. Il suo ultimo libro pubblicato in vita è La gloria. Narratore, sceneggiatore, giornalista, saggista, Berto è stato un intellettuale esibizionista e defilato al tempo stesso, schietto anche a costo dell’autoboicottaggio. Suoi testi postumi (tra cui Colloqui col cane) sono stati pubblicati da Marsilio. Attualmente le opere di Berto sono edite da Neri Pozza.
In questo Diario d’Islanda, finora inedito in Italia, il viaggiatore si muove lungo i sentieri dell’isola come un lettore che sfoglia un libro: ogni roccia, cascata, valle, fattoria, torrente, tumulo, rimanda a un passaggio mentale, invisibile eppure presente. L’incontro con l’«isola pianeta», come l’avrebbe definita Giorgio Manganelli, fa di Morris uno skáld venuto da lontano, vale a dire un bardo che racconta seguendo il ritmo del viaggio, continuando incessante a gorgogliare storie, come i geyser incontrati lungo il tragitto. L’Islanda si offre allo sguardo di Morris con i tratti di un’avventura onirica.
Tutta l’opera di William Morris è stata tra le fonti più importanti del fantasy novecentesco, da C.S. Lewis a J.R.R. Tolkien. In particolare, il Diario d’Islanda sembra far capolino in molti rimandi intertestuali de Il signore degli anelli: questo itinerario in Islanda, per terre laviche e selvagge, fino ai crateri sulfurei, sembra anticipare il racconto del viaggio di Frodo. Il paesaggio dell’isola rivela ad ogni passo voci e storie delle antiche saghe.
Pittore, poeta e romanziere, tra le figure più rilevanti del XIX secolo inglese, WilliamMorris è noto soprattutto come fondatore e teorico del movimento Arts and Crafts, che ha profondamente influenzato il design contemporaneo. Ha tradotto in inglese molte saghe della tradizione nordica, con l’aiuto di Eiríkur Magnússon, ed è stato in Islanda nel 1871 e nel 1873. Il suo nome è legato a un impegno intellettuale che pensava l’arte in antitesi ai processi di alienazione della società industriale.
Demisec è un poetico brindisi alla vita, a metà tra l’amaro secco e il dolce. Questo libro raccoglie poesie intense di emanazione e di significato, versi testimoni di una vita piena, come di un incanto, di un canto d’amore che va oltre lo spazio e il tempo, per stabilire con forza la propria esistenza.
Pina Tucci (San Giorgio a Liri 1940 – Cassino 2023) è autrice di quattro raccolte di poesie: Piccola Vela Bianca, Sambucci, Cassino 1980; Quel Flusso Furtivo, Ciolfi Cassino 1981; Noctedie, Rotundo, Roma 1990 e Dionea, Roma 2003, pubblicato dalla Fondazione Antonio Pizzuto. Demisec è la sua quinta raccolta, una raccolta postuma.
Letteralmente raccoglie oltre cento percorsi di Rompianesi nella scrittura degli altri. Il suo sguardo e le sue parole vogliono indagare, conoscere il mondo letterario contemporaneo.
Come scrive Enea Biumi nella prefazione, ciò che muove Rompianesi è «il desiderio di un assoluto approfondimento secondo una sua idea di poetica, di certo non solo soggettiva, ma ponderata in contesti più ampi. La disamina di cui si avvale comprende le regole della retorica che offre al lettore l’intelligenza di ciò che sta scritto in un contesto di vera e propria critica letteraria, lontana però dal vuoto di una generica apologia del testo. I percorsi di scrittura di Rompianesi sono per evidenziare e non per elogiare, alieni da quella specie di captatio benevolentiae che spesso conduce un critico obnubilando la verità del contenuto e della forma. Ne scaturisce quindi una professionalità plasmata da un continuo studio e da una appartenenza seria e coerente al mondo della scrittura».
I viaggi dello zio Mario è la storia di un amore giovanile, mai dimenticato, che riappare all’improvviso, e inatteso, quando ormai la vita del protagonista volge al termine. Raccontata in modo chiaro e diretto, questa storia attraversa l’Italia da Napoli a Firenze, da Bologna a Milano, con un passaggio in Svizzera. Ma nasce tutto in Grecia, nell’isola di Santorini e lì ritorna.
La plaquette è stampata interamente a colori e contiene tre fotografie di Lorenzo de Nobili. La traduzione è a cura di Sebastiano Gatto. Con un testo di Paolo Collo. Pagine 72. Prezzo di copertina 14 euro.