
Nonostante sia un autore “fuori canone”, o forse proprio per questo, Giuseppe Berto è ancor oggi abbastanza letto e (sorprendentemente) molto studiato. Diverse ricerche, anche recenti, hanno indagato la sua vita e la sua opera in modo attento, ma i documenti dell’archivio personale, in gran parte inediti, di cui qui si pubblica una selezione, permettono di considerare sotto una luce diversa i successi e gli insuccessi, le ambizioni letterarie, le relazioni con gli altri autori (Bianciardi, Moravia, Parise, Zanzotto) e con gli editori (Einaudi, Garzanti, Rizzoli), la proverbiale e scontrosa schiettezza, l’onestà di Berto.
Nato come progetto complementare alla mostra di Mogliano Veneto sull’Archivio Berto (6 settembre – 9 novembre 2025), questo libro ne costituisce lo sviluppo: vengono infatti qui riprodotti, in un ampio album a colori, non solo i “pezzi” esposti in mostra, ma numerosi altri documenti, tutti corredati da spiegazioni e saggi che permetteranno anche ai meno esperti di addentrarsi in quella che possiamo considerare la storia “nascosta” di un autore importante quale è Berto.
Si tratta di documenti provenienti dall’archivio personale di Giuseppe Berto, ora conservato presso l’Archivio Scrittori Veneti «Cesare De Michelis», nel Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari (DiSLL) dell’Università di Padova, e gestito da un gruppo di docenti dell’Ateneo in collaborazione con la Biblioteca Beato Pellegrino.
Euro 35 | pagine 280
A cura di Matteo Giancotti e Emilio Lippi
Giuseppe Berto nasce a Mogliano Veneto (Treviso) nel 1914, da una famiglia di modeste condizioni. In gioventù aderisce al fascismo, trascorrendo molti anni in armi, lontano da casa (prima in Africa Orientale, poi in Africa Settentrionale), salvo che per gli intervalli dedicati agli studi universitari a Padova e a una breve esperienza di insegnamento. Prigioniero a Hereford, in Texas, dal 1943 al 1946, al ritorno in Italia esordisce con il romanzo Il cielo è rosso (1947), che ottiene grande successo. Seguono altri libri, con alterne fortune, prima de Il male oscuro (1964), grazie al quale vive una stagione addirittura trionfale. Risiede prevalentemente a Roma (dove muore nel 1978), passando lunghi periodi a Capo Vaticano (in Calabria) e a Cortina. Il suo ultimo libro pubblicato in vita è La gloria. Narratore, sceneggiatore, giornalista, saggista, Berto è stato un intellettuale esibizionista e defilato al tempo stesso, schietto anche a costo dell’autoboicottaggio. Suoi testi postumi (tra cui Colloqui col cane) sono stati pubblicati da Marsilio. Attualmente le opere di Berto sono edite da Neri Pozza.